DUREVOLEZZA e RESISTENZA. Attenti a non confonderle …
Capita spesso di sentir dire che una pietra è “resistente”, “dura”, “tenace”, o altri aggettivi che ne qualificano una qualche proprietà. L’uso di questi termini è spesso improprio e possono sorgere dubbi in merito al loro effettivo significato. Un esempio frequente è dato dai due termini durevolezza e resistenza.
La durevolezza (detta anche durabilità) è la capacità di una pietra posta in opera di mantenere inalterate nel tempo le sue caratteristiche tecniche, estetiche e cromatiche. Una pietra durevole ha la capacità di contrastare i vari agenti di aggressione cui è sottoposta nel tempo (vento, pioggia, temperatura, salsedine, agenti biologici, aggressioni chimiche ecc.) impedendo, o limitando, il proprio degrado.
La durevolezza è la somma di molte proprietà e non è esprimibile con un numero; essa può essere apprezzata solo valutando complessivamente le risposte fornite dalla pietra nelle diverse situazioni.
Quando si parla, invece, di resistenza, occorre specificarne la natura; esistono infatti molti tipi di resistenza che una pietra deve opporre a seconda del suo impiego: ad esempio, resistenza alla compressione (una colonna portante), alla flessione (un architrave), all’urto (la caduta di un oggetto sul pavimento), all’abrasione (la consunzione al calpestio), e via dicendo. Ognuna di queste resistenze ha un significato diverso dalle altre ed esprime proprietà differenti di una stessa pietra. Per ognuna di queste situazioni, contrariamente alla durevolezza, è possibile esprimere un numero con una prova di laboratorio.
Non ha pertanto alcun significato non specificare a quale tipo di resistenza ci si sta riferendo e/o esprimere attributi come “scarsa”, “elevata”, “notevole”, “sufficiente” ecc., troppo spesso usati nei depliant, nelle brochures, nell’editoria e nel comune linguaggio quotidiano.
In esercizio, infatti, una pietra può trovarsi a dover “usare” simultaneamente più tipi di resistenza: ecco perché definire una pietra genericamente “resistente” è ambiguo, impreciso, fuorviante e – soprattutto – di nessuna utilità per chi la deve selezionare e scegliere.